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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-07-10 ad oggi 2010-08-02 Sintesi (Più sotto trovate gli articoli)

Silenzio-assenso per chi vuole costruire azzerate le autorizzazioni ambientali

Case, alberghi, ipermercati e infrastrutture: passa la norma fai-da-te. Pd e Legambiente: "Effetti devastanti per il territorio, via al banditismo urbanistico". I Verdi: "Favoriti i grandi speculatori già beneficiati dal federalismo demaniale"

ROMA - Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da un "tecnico abilitato", la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito: essere un'impresa. D'un colpo, spariscono dunque tutte le altre "carte": autorizzazioni, licenze, concessioni, nulla osta. E con loro anche le procedure e i controlli essenziali per la tutela del territorio e la lotta all'abusivismo. Sparisce così la Dia, applicata finora a ristrutturazioni e manutenzioni, sostituita e ampliata dalla Scia. Con il rischio che tirare su case, alberghi, ipermercati, persino infrastrutture alla fine diventi un'attività fai-da-te, facile e insicura.

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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-07-10 ad oggi 2010-07-11

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2010-07-11

Silenzio-assenso per chi vuole costruire

azzerate le autorizzazioni ambientali

Case, alberghi, ipermercati e infrastrutture: passa la norma fai-da-te. Pd e Legambiente: "Effetti devastanti per il territorio, via al banditismo urbanistico". I Verdi: "Favoriti i grandi speculatori già beneficiati dal federalismo demaniale"

di VALENTINA CONTE

Silenzio-assenso per chi vuole costruire azzerate le autorizzazioni ambientali

ROMA - Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da un "tecnico abilitato", la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito: essere un'impresa. D'un colpo, spariscono dunque tutte le altre "carte": autorizzazioni, licenze, concessioni, nulla osta. E con loro anche le procedure e i controlli essenziali per la tutela del territorio e la lotta all'abusivismo. Sparisce così la Dia, applicata finora a ristrutturazioni e manutenzioni, sostituita e ampliata dalla Scia. Con il rischio che tirare su case, alberghi, ipermercati, persino infrastrutture alla fine diventi un'attività fai-da-te, facile e insicura.

Le nuove norme sono frutto dell'ultima opera di ritocco all'articolo 49 della manovra di Tremonti, martedì all'esordio in aula. Tema generale: la semplificazione. In base al principio "un'impresa in un giorno", si potranno inaugurare ristoranti, internet point, ma anche armerie e depositi di carburante con una semplice autocertificazione, senza controlli preventivi, senza chiedere permessi, neanche alla questura. In campo edilizio, la procedura è ancora più veloce. Si apre un cantiere, dove si vuole, segnalando l'intenzione a costruire e facendola certificare da un tecnico. Trascorsi trenta giorni senza che l'amministrazione abbia contestato quell'intenzione per carenza dei requisiti, il gioco è fatto, in attesa di eventuali controlli ex post.

Non solo. Le autorizzazioni paesaggistiche (rilasciate ora da sovrintendenze o regioni) vengono fatte rientrare nell'ambito della conferenza dei servizi e sottoposte dunque al principio del silenzio-assenso: se il parere non arriva entro i termini, è considerato positivo. Infine, anche ottenere la Via (valutazione di impatto ambientale) sarà più facile, perché rilasciata non più solo da ministero dell'Ambiente e Regione, ma "appaltata" a università ed enti pubblici.

"Così salta tutta la normativa di tutela ambientale e il regime delle autorizzazioni in vigore da sempre in Italia, cancellando con un colpo di spugna l'articolo 9 della Costituzione e il Codice dei beni culturali, varato proprio dal governo Berlusconi", sbotta Salvatore Settis, archeologo e direttore della Normale di Pisa. "E poi come può l'università rilasciare la Via, se non ha alcun compito di tutela?", prosegue.

"Eliminare la burocrazia e garantire tempi certi non può tradursi in un "tana libera tutti"", aggiunge Ermete Realacci, deputato Pd e presidente onorario di Legambiente. "Si introduce il far west urbanistico e si dà il via al banditismo edilizio", attacca il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. "Questa norma continuerà ad arricchire i grandi speculatori edilizi a cui il governo ha già incartato un regalo enorme con il federalismo demaniale che svende beni e terreni dei cittadini italiani per dare il via alla più grande speculazione edilizia della storia della Repubblica" prosegue Bonelli. "A fare le spese di questa politica sciagurata saranno ovviamente i cittadini onesti che hanno seguito le regole per costruirsi una casa, ma anche l'ambiente e il territorio italiano su cui insistono quasi 500 mila frane e che è letteralmente a pezzi, come dimostrano i disastri degli ultimi anni".

Si dice preoccupato anche Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione ambiente del Senato: "Con questa norma, in pratica viene abolito il permesso a costruire e si introduce una sorta di condono preventivo. E non solo per le imprese. Anche i privati interessati possono fare una società e tirare su un villino. Così si rischia una nuova Punta Perotti". "E di vanificare anche le norme antisismiche, rafforzate dopo il terremoto dell'Aquila", gli fa eco Francesco Ferrante, senatore Pd, che insiste: "L'errore è pensare di risolvere la burocrazia con l'abolizione dei controlli".

(11 luglio 2010)

L'UNITA'

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2010-08-02

 

 

il SOLE 24 ORE

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2010-08-02

Anche il cantiere si mette in "Scia"

di Cristiano Dell'OsteCronologia articolo02 agosto 2010

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Questo articolo è stato pubblicato il 02 agosto 2010 alle ore 08:02.

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Prima mossa: consegnare la documentazione in comune. Seconda mossa: avviare i lavori. Tutto nello stesso giorno. Lo schema della Scia – la segnalazione certificata di inizio attività introdotta dalla manovra finanziaria – promette un'accelerazione per tutte quelle opere edilizie che oggi, con la Dia, devono aspettare 30 giorni prima di poter essere iniziate. Sulla semplificazione, però, pendono diverse incertezze, che potrebbero rendere molto accidentata l'applicazione delle nuove regole.

Il passaggio dalla Dia alla Scia è una questione di tempi e sanzioni. Con la Scia il cantiere può partire subito dopo il deposito della segnalazione. Gli uffici comunali, però, hanno 60 giorni per fare i controlli ed eventualmente bloccare i lavori, ordinando la demolizione delle opere fuori legge e non sanabili. Inoltre, chi ha dichiarato il falso – perché, ad esempio, aveva già esaurito la volumetria edificabile – rischia la reclusione da uno a tre anni. Passati i 60 giorni, però, i margini d'intervento del comune si restringono notevolmente.

La Scia sostituisce la Dia nelle norme nazionali e in quelle regionali. Quindi, non riguarda l'attività edilizia libera, che continuerà a seguire l'iter leggero tracciato dal Dl 40/2010: semplice comunicazione con relazione tecnica e lavori subito al via.

Per il resto, la lista degli interventi ai quali può essere applicata la Scia non è uguale dappertutto: tendenzialmente, dove la regione ha previsto un ricorso ampio alla Dia, la possibilità di usare la Scia sarà maggiore. Il tutto escludendo comunque i beni sottoposti a vincolo ambientale, culturale o paesaggistico, per i quali la nuova disciplina non vale.

Queste, almeno, sono le intenzioni di coloro che la norma l'hanno scritta e l'hanno votata. erché tra gli interpreti, fin da subito, è affiorata più di un'incertezza. Qualcuno, addirittura, ha messo in dubbio la possibilità di applicare la Scia all'edilizia. La norma – s'è detto – riguarda solo chi intende aprire un'impresa. E anche il servizio studi della Camera ha sottolineato che "andrebbe chiarito" se la Scia "valga anche per le discipline speciali", come appunto quella edilizia. I tecnici di Palazzo Chigi, però, invitano a leggere tra le righe il riferimento ai vincoli paesaggistici e la necessità di corredare la Scia con le asseverazioni dei professionisti. Tutte espressioni tipiche delle norme edilizie. Ancora più netto il giudizio dei due relatori. "La logica è quella di eliminare la burocrazia che rallenta chi vuole avviare un'azienda o utilizzare i propri beni, quindi anche gli immobili", spiega Gioacchino Alfano, relatore a Montecitorio. "La Scia si applica in tutti i casi in cui serve la Dia, esclusi i lavori su edifici vincolati e quelli che richiedono il permesso di costruire", aggiunge il senatore Antonio Azzollini.

Proprio su quest'ultimo punto è stato sollevato un quesito per ora insolubile: quando la legge consente di usare la Dia al posto del permesso di costruire, si potrà usare la Scia o no? Se così fosse, le nuove regole avrebbero un impatto ben più grande dei piccoli interventi in casa.

Risposte certe potrebbero arrivare solo da una circolare esplicativa. Già da oggi, però, la Scia è legge e potrebbe essere utilizzata dai cittadini. Con tutte le difficoltà facilmente immaginabili per i geometri e gli architetti (chiamati ad assumersi la responsabilità di avviare il cantiere) e per i funzionari comunali (chiamati a ricevere le nuove segnalazioni certificate).

Ecco perché il risultato concreto – almeno all'inizio e almeno in determinate città – potrebbe essere l'esatto opposto di un'accelerazione. Ne è convinto Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, l'associazione milanese dei proprietari di immobili. "I malintenzionati avranno tutto l'interesse a iniziare subito i lavori – spiega – anche perché così diventerà impossibile per il comune verificare lo stato iniziale dei luoghi. Ma chi vuol fare sul serio finirà per aspettare 60 giorni prima di partire con il cantiere, proprio per evitare di cadere in errore e non rischiare sanzioni penali".

Un'obiezione alla quale Alfano risponde affermando che "la norma cambia i rapporti tra l'amministrazione e il cittadino, rendendolo responsabile delle proprie azioni". Anche perché, aggiunge Alfano, il sistema della Dia – con i controlli preventivi – è tutt'altro che perfetto: "In un piccolo comune bastano dieci Dia inviate in piena estate per rendere praticamente impossibili i controlli preventivi, così che l'ufficio può solo scegliere se bloccarle alla cieca o lasciar partire i lavori".

Che l'alternativa sia migliore, però, è tutto da dimostrare. Rileva ancora Colombo Clerici: "Chi vedrà spuntare cantieri dall'oggi al domani a casa dei vicini, non saprà se il comune ha già verificato la situazione, e sarà costretto a fare da "sentinella". Senza contare che, se i lavori verranno bloccati e si aprirà un contenzioso, si troverà per anni un cantiere davanti a casa"

 

 

 

Tutti i dubbi dei sindaci sui lavori sprint

Cristiano Dell'OsteCronologia articolo02 agosto 2010

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Questo articolo è stato pubblicato il 02 agosto 2010 alle ore 08:04.

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"Meno male che siamo ad agosto", sospira Elio Sannicandro, assessore all'urbanistica di Bari. La Scia è legge, e da oggi gli uffici tecnici dei comuni si trovano a dover affrontare una nuova semplificazione edilizia dai contorni quanto mai incerti. "Ci adegueremo, così come abbiamo fatto in primavera con la liberalizzazione della manutenzione straordinaria – prosegue Sannicandro – anche se, ovviamente, sarà impossibile farlo in tempo zero. Nella migliore delle ipotesi, un paio di giorni saranno necessari per adattare la modulistica e preparare i promemoria informativi per i professionisti e i cittadini... La speranza è che il periodo preferiale possa attutire l'impatto delle novità".

Gazzetta Ufficiale alla mano, molti funzionari comunali cominceranno solo da questa mattina a studiare la legge 122/2010, che ha convertito in legge la manovra finanziaria. Dagli uffici del comune di Torino, ad esempio, venerdì scorso arrivavano solo commenti ispirati alla prudenza, nell'attesa di definire "quali sono le fattispecie concrete interessate dalle novità". Mentre a Modena ci si preparava a studiare le modifiche alle procedure informatiche, visto che lì la Dia può essere presentata online.

A Firenze, invece, le direzioni urbanistica e sviluppo economico hanno già fatto qualche riunione per valutare la portata del provvedimento. "Dovremo capire quali sono i limiti e le esclusioni della norma coordinandoci con i comuni vicini – commentano da Palazzo Vecchio – posto che se un cittadino presentasse una Scia saremmo tenuti a riceverla adesso".

Si spinge più avanti Roberto Calussi, dell'ufficio comunale all'edilizia di Arezzo: "Io dovrei imporre a chi arriva con la Dia di presentarmi la Scia, ma realisticamente, visto anche il periodo, tutti si prenderanno qualche giorno di riflessione, anche perché i professionisti dovranno approfondire le novità". Detto ciò, dal punto di vista degli uffici non dovrebbe esserci nessuna rivoluzione. In Toscana, per aprire il cantiere, dopo la Dia bisogna aspettare 20 giorni (dieci in meno rispetto alle regole nazionali). "Con la Scia si può partire subito – aggiunge Calussi – ma noi continueremo a seguire il nostro programma di controlli a campione, che sono tanto più frequenti quanto più è rilevante il lavoro. Ad esempio, per la sostituzione delle tegole la quota controllata è il 5%, per le ristrutturazioni edilizie il 50 per cento". Poche incertezze allo sportello per l'edilizia di Milano. "A prima vista direi che la novità più importante della Scia è che ci dà più tempo per controllare, 60 giorni anziché 30", osserva il responsabile Giancarlo Bianchi Janetti. Per il resto, è vero che i cittadini con la Scia possono avviare subito i lavori, ma è altrettanto vero che molte delle opere minori – per le quali attendere i 30 giorni della Dia è più scomodo – erano già state velocizzate in primavera, con l'introduzione della comunicazione di inizio lavori. Mentre per gli interventi più rilevanti l'esigenza di partire subito con il cantiere è meno sentita.

"La semplificazione della Scia arriva a breve distanza dalla comunicazione introdotta dal Dl 40/2010, che segna una vera rivoluzione e che forse non è ancora stata compresa a pieno dai cittadini: con la comunicazione, lo sportello comunale non fa più attività istruttoria preliminare e si possono subito avviare gli interventi. In pratica, il professionista che assevera la conformità dei lavori al regolamento edilizio si sostituisce alla pubblica amministrazione".

 

 

 

 

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Questo articolo è stato pubblicato il 02 agosto 2010 alle ore 08:03.

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Avvio immediato per i cantieri. La Scia, la segnalazione certificata d'inizio attività, contenuta nella manovra finanziaria, promette un'altra semplificazione per le procedure edilizie: lavori subito al via e 60 giorni a disposizione dell'amministrazione per effettuare i controlli (e, se del caso, bloccare i lavori o ordinare le demolizioni).

Le nuove regole, però, presentano ancora diverse incertezze operative e pongono più di un dubbio ai funzionari comunali, chiamati fin da oggi a stabilire a quali tipologie di interventi si applica la procedura accelerata. Inevitabile, allora, prevedere un periodo di assestamento. Il testo della norma esclude espressamente gli immobili e le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ambientale e culturale. Restano da definire, tuttavia, altri aspetti, come la possibilità di ricorrere alla Scia anche per i lavori che richiedono il permesso di costruire e la possibilità di applicarla nelle regioni a statuto speciale, dal momento che la manovra interviene direttamente anche sulle normative regionali.

Proprio dalle regioni, peraltro, arrivano le perplessità maggiori. Gli assessori competenti in materia edilizia si mostrano freddi di fronte alle novità e alcuni si spingono a ipotizzare ricorsi per difendere le proprie competenze.

Arona, Dell'Oste, Inzaghi e Nariello

 

 

 

 

 

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